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K.

Nuova rubrica, "Fortezza Bastiani", a cura di sostieneoz che si occuperà di biografie di scrittori poco noti.



Agota Kristof ha occhialini tondi sul naso.
E un corpo minuto,gracile,che sembra sul punto di spezzarsi.
 

Agota Kristof nasce in Ungheria nel 1935.
Un padre che è maestro di scuola. 
E un fratello a cui sarà legata fin da piccola da un sentimento di intima complicità. 
Agota impara a leggere a quattro anni.
Se la nonna prima di metterla a letto le raccontava la favola,lei la interrompeva per sbottare "qui la storia la racconto io".
 
Un marito.(e ci viene difficile immaginare anche un amore)
La fuga in Svizzera con un fagotto al petto. Un figlio di quattro mesi.
Da lì in poi starà sempre nella Svizzera francese, a Neuchatel.
Un nuovo marito. Una figlia.
E un lavoro da dieci ore al giorno,in una fabbrica di orologi.

Buchi a ripetizione.
Intanto scrive.
Deve farlo.
Ma non lo farà più in lingua madre,ma in francese.
Ormai sarà quella la sua lingua.
Scriverà dapprima piece teatrali e racconti.
Ma sempre con il vocabolario di francese accanto,anche dopo,anche adesso.
 
La Kristof scrive  asciutta.
Non una parola in più.
Frasi brevi e taglienti.
La sua è una scrittura che trasuda cattiveria, 
una scrittura spietata,crudele. Non c'è mai spazio per i sentimenti, ne tanto meno per l'amore.(Questo sconosciuto)

E quando gli anni passano,la Kristof scrive il suo capolavoro.
La Trilogia della città di K.
Scritto in francese,la lingua che non conosce.

E a editori francesi spedisce il suo lavoro.
Rifiutato.
K. è un paese qualunque,che non viene mai nominato.
L'Ungheria stessa.
 
È la storia -crudele,crudelissima- di una madre disperata che affida i suoi due gemelli alla loro nonna.
I gemelli hanno dentro genialità e cattiveria.
La nonna indifferenza e crudeltà.
 
Un paese dove piovono bombe
E miseria
Un paese di confine.
Una frontiera.
 
La Kristof senza alcun pudore
Scrive una carrellata di morti
Cosparge le pagine di colpi di scena
Fino a un sorprendente finale.
 L'altro romanzo -breve- è Ieri

Qui c'è un amore folle,immaginato,mascherato.
Una fabbrica di orologi.
Un fratello e una sorella.
Lavoro sempre alla fabbrica di orologi.
Al primo villaggio nessuno sale sul bus.

Non scrivo più.
da Ieri, Silvio Soldini ha diretto Brucio nel vento.
Alla Kristof il film non è piaciuto. Ha detto,senza alcun pelo sulla lingua, che non le piaceva la protagonista femminile, e neppure il finale,capovolto da Soldini,rispetto alla storia della Kristof.
 
In poche settimane sono usciti in Italia altri  due  suoi libri. 
L'analfabeta, una brevissima e bellissima autobiografia.
E La Vendetta,una raccolta di micro racconti.
Entrambi non scritti recentemente.
Anzi, La vendetta,è tra le prime cose che scrisse una volta arrivata in Svizzera.
 
Agota Kristof ha settant' anni.
Vive appartata a Neuchatel.
Non scrive più.
 

Pubblicato il 21/4/2005 alle 21.37 nella rubrica Fortezza Bastiani a cura di sostieneoz.

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